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Storia di Palermo

Assicurati di avere a portata di mano:


  • Cartina della città


  • Macchina fotografica


  • Biglietto d'autobus


  • Scarpe comode


  • Un cappellino (in estate)


  • Utenza telefonica del B&B "091"


Non dimenticare mai:

  • Le bellezze di Palermo sono molteplici, quindi, se possibile, è bene fermarsi in città per almeno un fine settimana e cercare di visitare monumenti e quartieri.


  • La città è molto grande ma la maggior parte dei monumenti citati si trova nel centro storico quindi sarà bene parcheggiare la macchina e addentrarsi nel cuore di Palermo a piedi o usufruendo dei mezzi pubblici.


  • Spesso Chiese e Palazzi hanno dei precisi orari di apertura al pubblico, sarà bene quindi informarsi anticipatamente per evitare di recarvisi nel giorno o nell’orario di chiusura.

Palermo fu fondata dai Fenici con il nome "Zyz". Fino a quel momento l'area era stata un emporio commerciale e base d'appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Zyz (che in fenicio significa il fiore).

Acquisita una certa importanza commerciale grazie alla sua posizione ma soprattutto ai due fiumi (il Kemonia ed il Papireto), divenne meta ambita per i Greci che popolavano la parte orientale della Sicilia, che, tuttavia, non riuscirono mai a conquistare.

Panormos (dal Greco: tutto-porto): così i Greci chiamavano Palermo così perché i due fiumi che la circondavano (il Kemonia e il Papireto) creavano un enorme approdo naturale. Questo nome andò diffondendosi grazie al rafforzamento dell'influenza greca sull'isola.

La città rimase sotto il controllo fenicio fino alla Prima guerra punica (264-241 a.C.), a seguito della quale la Sicilia venne conquistata dai Romani. In particolare Palermo fu al centro di uno dei principali scontri fra Cartaginesi e Romani, finché nel 254 a.C. la flotta romana assediò la città, costringendola alla resa e rendendo schiava la popolazione che venne costretta al tributo di guerra per riscattare la libertà.

Durante la seconda guerra mondiale la città fu vittima di pesanti bombardamenti sin dai primissimi giorni del conflitto, operati dall'aviazione francese e da quella inglese, prevalentemente su obiettivi militari.

Le lotte più significative dell'età contemporanea sono state quelle contro la mafia e il banditismo di Salvatore Giuliano, che ebbe il suo regno nelle zone limitrofe di Montelepre; Palermo ha vissuto il peso del dominio mafioso per decenni, caratterizzati dalla speculazione edilizia, dal cosiddetto “
Sacco di Palermo”.

Nella lotta alla mafia sono stati colpiti uomini dello Stato, come il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il presidente della Regione Piersanti Mattarella e soprattutto i coraggiosi magistrati
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi nelle stragi di Capaci e Via D'Amelio, fino a Don Puglisi, martire nella sua difesa dei deboli nei quartieri più degradati.

Oggi Palermo, che s'affaccia su uno dei più bei golfi del Mar Mediterraneo fra Monte Pellegrino e il Capo Zafferano, circondata dalla Conca d'Oro, conta 700.000 abitanti ed è una città desiderosa di riscatto e di ritrovare l'antico splendore.

Essa è il centro degli affari e dei commerci più importanti non solo dell'isola, ma con l'Africa e gli altri Paesi che s'affacciano sul Mar Mediterraneo, sede di un'Università d'antiche tradizioni, aperta a molti studenti dei paesi islamici con i quali ha mantenuto antichi legami, forte delle sue origini.

La sua espansione urbana è stata notevole, favorita nei collegamenti dall'autostrada che la unisce al resto dell'isola, dall'aeroporto di
Punta Raisi e dalle linee marittime recentemente incrementate, ma potrebbe tornare ad essere il centro di collegamento fra il Nord Europa e il continente africano se venissero valorizzati da un turismo intelligente i suoi tesori d'arte e di bellezze naturali.

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